Ruzzo, “bagarre per nascondere i guasti del bilancio”. La maggioranza sostiene D’Alberto

I gruppi che in consiglio sostengono il sindaco ribadiscono: “Gestione dell’Acquedotto senza trasparenza”

TERAMO – “Ruzzo Reti, per bocca del proprio Presidente, si affanna nel cercare di attaccare a testa bassa e nervosamente il Comune di Teramo, dimenticando di dire che quanto deciso dagli arbitri è conseguenza di una nuova elezione del C.d.A., fatta in fretta e furia e a meno di un anno dalla precedente, proprio nel tentativo di sanare le irregolarità che il Comune di Teramo aveva rilevato nel giudizio arbitrale incardinato, come testimonia la tempestiva comunicazione agli arbitri in merito alla nuova elezione”.

Si compatta la maggioranza dell’amministrazione comunale attorno al sindaco Gianguido D’Alberto e lo fa tracciando un solco politico ancora più marcato. A firmare la nota sono tutti i gruppi consiliari, da Insieme Possiamo a Partito democratico, da Teramo Vive a +Europa, Bella Teramo e Fare Grande Teramo. Tranne, ovviamente, Italia Viva degli ex Teramo 3.0, e forse non solo per motivi di opportunità perchè è il partito a cui ha aderito la presidente della Ruzzo Reti, Alessia Cognitti.

“Questo è il punto che, invece, la società acquedottistica deve spiegare ai cittadini. Per quale motivo la Ruzzo Reti ha fatto eleggere all’assemblea un nuovo Consiglio di Amministrazione a pochi mesi di distanza dalla precedente elezione? Non ci si trinceri dietro le dimissioni del dottor Forlini: se quello fosse l’evento scatenante sarebbe stato sufficiente provvedere alla sostituzione di un solo membro”.

“Va, poi, ricordato che è sufficiente l’accoglimento di una sola eccezione per dichiarare ammissibile un giudizio di illegittimità su un atto. E allora non si perda tempo a spostare l’attenzione su altro: il lodo arbitrale nello stabilire la cessazione dei motivi del contendere proprio a seguito della ritirata di cui sopra, ha accolto la tesi del Comune di Teramo in merito alla mancata trasparenza e non trasmissione degli atti agli organi di vigilanza”.

“Una carenza gravissima, se si pensa che il soggetto gestore amministra un servizio di interesse primario, in ordine al quale si è sottratto al controllo dei Sindaci circa la trasparenza della propria attività. Cosa aveva da nascondere, cosa aveva da temere nel comportarsi con la necessaria trasparenza?”

“E allora concludiamo con una domanda: la Ruzzo Reti, piuttosto che mistificare la realtà, perché non inizia un’attività di trasparenza e, come tutte le società partecipate, mette in condizione gli organi di controllo di poter svolgere la propria azione?”

“Una possibile risposta ce la siamo data. Viene da pensare che tanta protervia sia funzionale a creare un’inutile bagarre in vista della prossima assemblea che vedrà, come punto di discussione, la votazione del bilancio di esercizio, al fine di distrarre i cittadini/utenti da quelli che sono numeri e prassi assai preoccupanti e che, evidentemente, hanno ricadute concrete sui portafogli degli stessi Teramani, in termini di costi caricati sulle bollette”.